Seiichi Wang. Domaine Petit-Roy.
Nasce in Cina.
Cresce in Giappone.
Produce Pinot Noir in Borgogna.
Il suo cognome, tradotto dal Cinese, significa “Re”, da qui il nome del Domaine.
Trentasei anni.
Si stabilisce a Chorey-les-Beaune nel 2017, dopo varie esperienze da JFMugnier, Anna Claude Leflaive, Simon Bize e da un certo Armand Rousseau, dove tutt’oggi bazzica in cantina.
Appena due ettari di proprietà coltivati in biodinamica, tra Chorey e zone limitrofe.
Sorso efebico, dai tratti danzanti, giovanili e gioiosi.
Un frutto schioccante, il quale provoca sensazioni di succo acuto e di riflesso una freschezza salata calibrata, mai sopra le righe, mai rugosa.
Mano parecchio solida.
È seta al tatto. Vien sete a berlo.
Un Bourgogne fatto come si deve.
Buono Buono! Bravo Bravo! Questo è bravo sul serio.
Domaine Petit-Roy
Bourgogne “L’Orme” 2017
